Storia di un rospo di stagno

Annotazioni a zampe viscide

domenica, dicembre 28, 2003
"spiegami perchè gua...

"spiegami perchè guardi sempre gli altri" disse mae rompendo il silenzio
"non lo so. diciamo che mi cade l'occhio, e ogni volta che succede c'è qualche scena da fitte al cuore"
"addirittura da fitte al cuore?"
"eh si. gente felice, innamorata, allegra"
"pensi che lo siano davvero?"
"sicuramente più di me"
"cosa fai, ti piangi addosso?"
"no, hai ragione. che stupido"
"vedi rospo, di momenti come i tuoi è pieno il mondo. quanti hanno la testa che gira di questi pensieri, quanti ne hanno di peggiori. il trucco è cercare quello che luccica e non per luce riflessa. ma tu queste cose le sai..."
"si, ma che fatica!"
"non è faticoso, è semplicemente diverso da quei tremori che non fanno più parte di te. è come i quaderni nuovi, hanno un odore che non è familiare, che non conosci"
"dammi una canzone, per piacere"
"d'accordo rospo"

mae se ne andò, il silenzio avvolse di nuovo lo stagno e la nebbiolina del mattino riprese a girare in tondo.
john denver e leaving on a jetplane diedero una smossa all'acqua limpida.

"ma non era uno stagno, questo?"
"lo vedi, alf? arrivi sempre al momento sbagliato"
"buurp"
"grazie caro. dove sei stato in questi giorni?"

















Postato da: RospoVerde alle 11:39 | link | commenti (23) |

giovedì, dicembre 25, 2003
faceva freddo nello ...

faceva freddo nello stagno anche quella sera, ma il tempo era stato clemente e così si vedevano le stelle.
il rospo ebbe uno di quei salti di memoria che arrivano proprio mentre guardi la costellazione di orione: era estate, sempre notte, ma con un cielo diverso, sempre stellato, ma diverso.
faceva caldo e non c'era bisogno di nascondersi dietro quella buffa sciarpa colorata che odorava proprio di quell'estate.
guardava marte, che in quei giorni giocava a ce l'hai con una luna per l'occasione arancione. mandava messaggi e sentiva l'odore di qualcosa, lo stesso odore che è rimasto impigliato sulla sciarpa colorata dopo un giorno fortunato.

all'improvviso un nuovo salto, un mese dopo quella sera calda.

un pomeriggio sotto terra, il mondo che gira tutt'intorno e quando si ferma c'è un binario e un lombricone monocromatico che porterà il futuro rospo in un giardino assieme al bacio che tiene stretto in mano, con la paura che gli possa cadere via.

il rospo è disteso che guarda quelle stelle così belle, le braccia dietro la testa, a reggerla.

"è tutto così bello.." disse dopo qualche minuto di pausa dal ritorno al freddo invernale
"si. ma se è davvero così bello come mai ti sei voluto riguardare le diapositive del mare?"
"mi piace, è natale e mi sono voluto fare un regalo, alf"
"anche io te ne ho fatto uno: niente dispetti per oggi"
"sei davvero premuroso. sentivo la mancanza di qualcosa, infatti"
"non ti preoccupare, la sentirai per poco, rospo"

il rospo guardando le stelle si sentiva come sull'altalena che aveva tra gli alberi. si andava giù giù quasi a toccare terra, ma quando arrivava in alto riusciva a vedere tutto il cielo.

"I've been looking at the moon and I'll be seeing you"
(Billie Holiday - I'll be seeing you)










Postato da: RospoVerde alle 02:48 | link | commenti (11) |

mercoledì, dicembre 24, 2003
It's getting better ...

It's getting better all the time
I used to get mad at my school
The teachers that taught me weren't cool
You're holding me down
Burning me round
filling me up with the rules

I've got to admit it's getting better
a little better all the time
I have to admit it's getting better
it's getting better since you've been mine

Me used to be angry young man
Me hiding me head in the sand
You gave m the word
I finally heard
I'm doing the best that I can

I've got to admit it's getting better
a little better all the time
I have to admit it's getting better
it's getting better since you've been mine
getting so much better all the time

It's getting better all the time
better, better, better
It's getting better all the time
better, better, better

I used to be cruel to my woman I beat her
and kept her apart from the things that she loved
Man, I was mean but I'm changing my scene
and I'm doing the best that I can

I've got to admit it's getting better
a little better all the time
Yes, admit it's getting better
it's getting better since you've been mine
getting so much better all the time

It's getting better all the time
better, better, better
It's getting better all the time
better, better, better
Getting so much better all the time

(the Beatles - Getting better)

Auguri dal rospo, mae, alf e tutti gli abitanti dello stagno













































Postato da: RospoVerde alle 19:22 | link | commenti (9) |

lunedì, dicembre 22, 2003
"allora ti è piaciut...

"allora ti è piaciuta?"
"ciao mae. si, grazie, era molto che non la sentivo"

"the grabbling hand
grabb all they can
everything counts in large amounts"
(depeche mode - everything counts)

"lo so che non la sentivi da tanto"
"come fai a sapere tutte queste cose?"
"le so e basta, come tu sai come ti chiami senza che nessuno debba ricordartelo ogni giorno"
"posso anche avere una buona memoria, per questo"
"colpita, rospo. ma la sostanza non cambia, so queste cose e basta"
"quanto sono antipatico oggi, eh?"
"c'è aria di neve, è comprensibile"

"mi piacerebbe poterti toccare ogni tanto, sapere che non sei solo frutto della mia immaginazione"
"non sono frutto della tua immaginazione, sono qualcosa di molto più semplice"
"chiamalo semplice. di questi tempi di cose semplici non ne esistono, forse non le voglio nemmeno vedere"

il rospo si svegliò. l'odore caldo delle lenzuola gli ricordò che aveva dormito, forse anche troppo.
c'era da chiedersi dove era iniziato il sogno, dove aveva finito di parlare sul serio e si sentiva come sulla linea di congiunzione tra la nebbia spessa della mattina e i binari della piccola stazione.

"oggi no, dai" e alzò il volume.
















Postato da: RospoVerde alle 00:11 | link | commenti (5) |

giovedì, dicembre 18, 2003
il rospo si trova al...

il rospo si trova al grande centro commerciale e, quando la noia lo assale, arriva una carezza di mae.

"penny lane is in my ears
and in my eyes..."
(the beatles - penny lane)

il rospo si gira, ma non la trova. ci resta un po' male, ma capisce che si è trattato di una specie di email, una visita a distanza in video conferenza.
"siamo proprio tecnologiche, eh mae?" e la risposta è una spruzzata del suo profumo.

arriva finalmente l'ora di tornare allo stagno.
mentre il rospo si toglie il costume da mostro in gommapiuma, viene raggiunto dalla voce misteriosa.
"metti le catene, rospo"
"guarda che sono a piedi"
"mettile alle scarpe, fuori nevica"

era vero.

"non mi spaventa la neve" riprese il rospo dopo una piccola pausa dovuta allo stupore.
"ma fa freddo, e con la neve vengono fuori i lupi della siberia. sono pericolosi"
"ho un bastone nodoso e chiodato, con me"
"ah! sei un vero rospo delle caverne, un rospopiteco"
"fai poco lo spiritoso, alf"
"alf?"
"si, ho deciso che ti chiami alf. o preferisci pasquale?"
"se proprio non ho altra scelta mi va bene alf"
"aggiudicato. e ora scusa, ma devo andare, e sai bene che tu non hai vita facile contro i decibel"
"si, lo so. ma ricorda che io ho il potere di farti un dispetto al giorno, e se continui a fare l'antipatico ti faccio finire le batterie del lettore mp3 mentre sei ancora sulla salita della stazione"
"fà poco il grosso, alf. che oggi di dispetto me ne hai già fatto uno: cosa ci faceva il capo al centro commerciale?"
"scusa, non ho resistito"

lo stagno è tutto un disordine. il lettore sta dormendo sul divano, il quadernetto viola ha mangiato le noccioline lasciando tutte le bucce in giro e lo speaker ha mollato lì tutti i cd da rimettere in archivio.

"facciamoci un tuffo" pensò il rospo. un doppio carpiato da antologia.




















Postato da: RospoVerde alle 21:34 | link | commenti (9) |

mercoledì, dicembre 17, 2003
"scendi dal treno, s...

"scendi dal treno, su"
"chi ha parlato?"
disse il rospo, uscendo dal torpore mattutino
"guarda che è ora di scendere"
"guarda che oggi è tolleranza 0"
"tolleranza o? o di otranto?"
"tolleranza zero, idiota. chiunque tu sia"
"ah, vedo che hai già cominciato..."

la voce misteriosa scomparve, e anche se fosse rimasta sarebbe stata coperta dai decibel.








Postato da: RospoVerde alle 22:45 | link | commenti (3) |

martedì, dicembre 16, 2003
faceva davvero fredd...

faceva davvero freddo, l'inverno era arrivato e non aveva nemmeno suonato il campanello.
la stazione sapeva di metallo, quello stesso metallo di cui sono fatti i binari lisci lisci sui quali ogni tanto il rospo fa l'equilibrista. no, non gioca certo coi treni, ma gli piace camminarci sopra immaginando che di li a poco ci passerà un bisonte a tutta velocità.

"iniziata la lotta con le stelle, marte su tutti. sono qui, gli ho detto. prova a prendermi, se ci riesci" e anche per quella sera il quadernetto viola ebbe la sua dose di attenzione. si addormentò subito dopo che fu chiuso, ronfando sonoramente.

il rospo sapeva che mae stava per arrivare perchè sentiva avvicinarsi il profumo. non lo avrebbe mai saputo descrivere, ma l'avrebbe riconosciuto tra mille.
lo sentiva dietro le spalle, era ormai a pochi metri.
"non stasera, mae. ti prego"

il profumo si allontanò lentamente, come un tango.




Postato da: RospoVerde alle 21:56 | link | commenti (11) |

sabato, dicembre 13, 2003
*dlin dlon* il camp...

*dlin dlon*

il campanello che il rospo aveva montato di mattina suonò per la prima volta.
oddio, era arrivato il capo.

"buongiorno" disse il rospo, con quel servilismo da chi è stato preso alla sprovvista e ha bisogno di un paio di mutande pulite.
"ciao grandissimo! allora, lavoriamo?"
"non vedo l'ora" rispose rospo togliendosi le cuffie del lettore mp3, mentendo.

lavorarono, eh. fino a tarda sera.
il capo, fiero dei risultati ottenuti e delle lezioni di marcheting impartite all'allievo, si dileguò sulla sua spaider al termine delle ottooreotto che poi erano dieci, mentre il rospo, ancora stordito dal treno di dati e tabule, sprofondò nel fango.

la prossima volta gli piscio sulle scarpe, pensò ad alta voce. e anche sul sedile della spaider.

"non dire così..."
era arrivata mae. oggi era proprio bella. aveva i capelli grigi grigi, degli stivali di pelle e una fender rossa in mano.
"se non fossi sposata ci proverei con te" rispose con poco savoir faire il rospo.
"oink. smettila, o non ti regalo nessuna canzone" rispose mae con un sorriso.
"vestita così sadomaso, oggi, mi fai persino paura. accetto e ascolto"
"cosa vorresti ascoltare?"
"ehi! pagano già me per mettere su musica, ragazzi...se ancora mi rubate il lavoro...!"
gridò lo speaker da dietro un cespuglio (nello stagno non c'era ancora un vero bagno)
"dai, fa il bravo anche tu!" rispose mae, inforcando la fender e iniziando a suonare i primal scream.

"I'm movin' on up now
Gettin' out of the darkness
My light shines on
My light shines on
My light shines on!"

















Postato da: RospoVerde alle 23:11 | link | commenti (9) |

venerdì, dicembre 12, 2003
star dietro a uno st...

star dietro a uno stagno sembra facile, ma in realtà è complicatissimo. tenerlo pulito è un'utopia, mantenerlo in ordine decisamente complicato.
nonostante ciò, il rospo ebbe ad un certo punto la sensazione che così poteva anche andare. posò la scopa vicino al mobiletto, prese fiato appoggiando la zampa sul fianco ed arrotolò un po' d'acqua in un foglio di carta assorbente.
appena si immerse gli tornò in mente una vecchia canzone. canticchiò "Once upon a time you dressed so fine..", cioè quel poco che servì allo speaker per digitare 'bob dylan - like a rolling stone' sul vecchio pc che conteneva l'archivio, cercarla tra gli scaffali e metterla in diffusione in tutto lo stagno.
in acqua si ballava bene, ma trovava più soddisfazione muovendosi all'aria, con il freddo delle otto di sera che taglia quasi le labbra. i sette minuti della canzone volarono, e in quei sette minuti riprese tutte le forze e riuscì anche ad annusare i binari su cui avrebbe voluto camminare fino alla mattina dopo.
finito il pezzo, il rospo si accorse che mae lo stava osservando. mae era la folletta dei balli della luna, aveva gli occhi a punta di spillo e i capelli lunghi fino a terra. veniva a trovare il rospo quasi ogni sera, consigliava una canzone allo speaker e la regalava all'animale dalle zampe umidicce.
gli stava insegnando a ballare quei balli stupidi che servono tanto. glieli insegnava soltanto guardandolo, perchè per certe cose non c'è bisogno di parlare o di sprecare movimenti.

"come con te"






Postato da: RospoVerde alle 01:50 | link | commenti (20) |

mercoledì, dicembre 10, 2003
grglglglglgluglu.. ...

grglglglglgluglu..

ci aveva provato, ma dopo pochi secondi si era reso conto che solo gli struzzi hanno il dono di escludere il mondo. mettere la capocchia sott'acqua non era certo come metterla sotto terra. e quanto gli sarebbe piaciuto poterlo fare, tanto quanto imparare i segreti degli indiani.
intanto il quadernetto viola scalpitava sullo scaffale. il lettore aveva capito che la sua vacanza era terminata, per cui si alzò, lo prese in mano e lo portò al rospo.

"oggi il vento ha girato al contrario, forse perchè aveva sbagliato strada. tentativo esclusione del mondo via mare, riuscità a metà. qualche problema con la respirazione. chiedere al fornitore, perchè fino a prova contraria io sono un anfibio".

appena terminato di scrivere, tra gli applausi del pubblico entrò tracy chapman. fece un inchino così profondo che le sue treccine accarezzarono per un istante il terreno. pantaloni arrotolati alla caviglia, piedi immersi nell'acqua calda dello stagno e chitarra sulle gambe.

"You got a fast car
And we go cruising to entertain ourselves.."

e fu notte.




Postato da: RospoVerde alle 22:11 | link | commenti (2) |

martedì, dicembre 09, 2003
Era una mattina fina...

Era una mattina finalmente limpida. si vedevano di nuovo le montagne e quel freddo che gelava le caccole nel naso era quasi piacevole. c'era una bella canzone on air, l'aveva messa su lo speaker che manovrava la colonna sonora della storia da dietro il vetro opaco, all'angolo dello stagno.

...and tomorrow's gonna be
alright!
(the beatles - revolution)

il rospo se la godeva con i piedi che uscivano a pelo dell'acqua. gli piaceva schiacciare il viso su quei momenti, come faceva quando era piccolo e premeva la faccia sul finestrino del treno per vedere quello che stava per arrivare.
il quadernetto viola era rimasto silenzioso per qualche giorno, in fondo era vacanza anche per lui.

"dici che ho sognato?"

"dici che ti sei già svegliato?"




Postato da: RospoVerde alle 22:56 | link | commenti (9) |

venerdì, dicembre 05, 2003
una veloce scrollata...

una veloce scrollata e le gocce e il fango andarono via.
c'erano giorni che quel fango sembrava non andarsene via. mannaggia, pensava il rospo in quei momenti, sentendosi sporco nonostante gli sforzi. più che sporcizia però era il pensiero che la sua pelle elastica e lucida risultasse opaca agli occhi degli altri.
i giorni non erano però tutti uguali, e qui il lettore è stupito, perchè quando si vive una solitudine c'è l'idea sbagliata che tutti i giorni siano identici e noiosi.
il rospo stava imparando che ogni giorno ha una luce diversa, il sole cambia forma ogni volta, e non era certo effetto dell'ecstasy. forse la sua vita stava cambiando davvero. annotiamola, pensò, prima che scivoli nello scarico dello stagno.

"e se tornerò?"

"se tornerai allungherò le braccia per avvitarmi a te in un abbraccio"




Postato da: RospoVerde alle 20:36 | link | commenti (1) |

"oggi è il primo gio...

"oggi è il primo giorno senza" annotò a fatica il rospo, con la zampa ancora viscida di acqua di stagno.
la fatica non riguardava certo lo scrivere, ma il lettore questo lo sapeva già e non ci badava troppo.

chiuso il quadernetto viola e acceso lo stereo su 'creuza de ma' di fabrizio de andrè, fece un balzo ed entrò in acqua. un bel salto, almeno da sette e mezzo.
l'acqua calda dello stagno lo aiutò ad addormentarsi.



Postato da: RospoVerde alle 18:12 | link | commenti |

 

Archivio

oggi
maggio 2005
ottobre 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003

 

Categorie

Bottoni

Counter

visitato *loading* volte