Storia di un rospo di stagno

Annotazioni a zampe viscide

venerdì, febbraio 27, 2004
siamo più o meno lì....

siamo più o meno lì.
una grande città artificiale accoglie il rospo con tutti i suoi fumi e tutta la sua fretta. persino i bambini sembrano averne.
il rospo viene investito da tergo da un uomo proiettile, quindi entra in un campo di uomini meteoriti; se sei sulla loro traiettoria ti colpiscono. baaam, baaam, baaam! e cazzi tuoi.
arriva il capo venditore, quello che venderebbe l'anima al diavolo, quella di qualcun'altro of course, e comincia a sparare ai meteoriti come in un videogame. 
star wars si prolunga per una decina di minuti, al termine dei quali si contano i superstiti. il rospo osserva da un angolo, con gli occhiali da sole. yeah.

al ritorno a casa, la scena è più o meno questa: un anfibio seduto sullo scalino di un treno, pochi centimetri in avanti e ci sfrecciano i binari, i campi e gli insetti. il rospo fissa non si sa cosa, il vetro riflette lo scompartimento d'uscita, le luci al neon e qualche scritta di passaggio avvenuto. ha lo sguardo ebete e, quindi, sorridente.

"ha visto la madonna?" chiede il lettore
"per me si droga" risponde alf

patti smith e sweet jane si spandono nell'aria come il profumo di una torta.






Postato da: RospoVerde alle 23:45 | link | commenti (11) |

lunedì, febbraio 23, 2004
"nevica. ancora" sbu...

"nevica. ancora" sbuffò il rospo, guardando fuori dalla finestra, con quello sguardo da sette del mattino che tanto lo caratterizzava.
la neve era tornata a far visita, insomma. e in tutto il suo splendore di fastidiosità.
il rospo ora guardava fuori dal finestrino del treno, pensando. quella terra che sembrava un foglio di carta spesso tre dita era incredibilmente fascinosa. forse anche un po' inquietante. non si distinguevano cose, persone, paesaggi, eppure era tutto così uguale e simmetrico e bilanciato. pacifico.

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.
(cecilia chailly - inverno)

"ma non era di fda, questa canzone?" chiese inopportunamente alf
"si, ma quella cover è fatta davvero bene, anche se a te non dovrebbe fregare nulla"
"hai ragione. parliamo piuttosto del tuo treno che si è bloccato in mezzo al wisconsin e ti ha scaricato in 30 centimetri di neve. e tu, come sempre, non hai le catene. quando imparerai?"
"taci!"
"su rospo, non prendertela. guarda laggiù"

il rospo guardò alf, pensò ad uno scherzo ma poi si voltò. lentamente, ma si voltò.
riguardò alf, mollò tutto sulla neve e iniziò a correre.

He'll always be 23, yet the train runs on and on
Past the place they found his clothing

There's no mistake, I smell that smell
It's that time of year again, I can taste the air
The clocks go back, railway track
Something blocks the line again
And the train runs late for the first time
Today

And all the friends lay down the flowers
Sit on the banks and drink for hours
Talk of the way they saw him last
Local boy in the photograph
Today

He's gone away

(stereophonics - local boy in the photograph)
































Postato da: RospoVerde alle 22:27 | link | commenti (24) |

giovedì, febbraio 19, 2004
di questi tempi la m...

di questi tempi la mattina è bella fresca. si scende veloce, perchè il cielo è nitido e quel po' di vento che soffia dà un leggero e piacevole calcio nel culo.

dopo un frontale con una donna proiettile, il rospo incontra un signore dal cappello cavallerizzo che, alla solita domanda di lavoro risponde con un 'no' nitrito.
"uomo e animale si scambiano personalità e abitudini vicendevolmente..." pensa pensieroso, mentre il centauro galoppa via.

"puff"
"scompari o sei solo stanco?" chiese mae a fine giornata
"forse entrambi. posso?"
"no, ne vale solo una"
"allora sono solo stanco. però quei quattro passi mi hanno rimesso in sesto. hai mai notato quanto il buio, a volte, possa sorriderti?"
"è una teoria interessante, rospo"
"ogni tanto ho un po' paura. quasi come se non mi sentissi in grado di affrontare le mie scelte"
"se non avessi paura non le avresti nemmeno fatte" rispose mae "ma d'ora in poi, ogni volta che avrai paura sentirai un giro di batteria"

tu du dun

Lazy Jane, all the time
Painting lines
You are sleeping at bus stops
Wondering how you got your name
And what you're going to do about it

You will have a boy tonight
You will have a boy tonight
And you hope that she will see
And you hope that she will see
(belle and sebastian - lazy line painter jane)

















Postato da: RospoVerde alle 14:50 | link | commenti (22) |

lunedì, febbraio 16, 2004
si torna a lavorare....

si torna a lavorare. con poca convinzione, se dobbiamo dirla tutta.
il rospo è appeso testa e corpo ad una panchina d'angolo della stazione di casa, bavetta ad un angolo della bocca e sguardo sbarrato dal sonno. un paio di occhiali da sole potrebbero coprire le occhiaie, fare rock star e day after, ma non lo fanno poichè non ci sono.

quasi arrivati alla meta il treno buca una ruota, prende palotraversaincrocio e ritarda di 45 minuti.
"grazie alf. e tu che volevi farmi un dispetto! mi hai dato mezz'ora di sonno in più..."
un uaffangù risuona per la piana erbosa lungo la discesa.

e poi il ritorno a casa, poco freddo e cielo visibilmente visibile.
"si, ok. ecco"

I'm waiting for the man
Twenty six dollars in my hand
Up to Lexington, One Two Five
So sick and dirty more dead than alive
I'm waiting for the man
(The Velvet Underground - I'm waiting for the man)










Postato da: RospoVerde alle 22:40 | link | commenti (20) |

venerdì, febbraio 13, 2004
il rospo alzò la tes...

il rospo alzò la testa e si guardò intorno.

in un angolo il capetto con la testa di scheletro salivava soddisfatto, smorfiando e ciucciando sigarette. alf beveva un chinotto ruttando smodatamente, spettinato come sempre. libri, cd, fili, cuffiette, fogli e scartoffie oziavano stancamente su ogni piastrella. un mazzo di punti interrogativi gommosi pendeva dal soffitto con rumore molleggiato.

"questo stagno è un gran casino" pensò ad alta voce

"vieni qui, vicino a me"
"dov'eri finita, mae?"
"sono passata per un saluto. tornerò, ma non ora, devi imparare ad ascoltare il silenzio che ti circonda"
"fatti abbracciare, prima"

la musica non sono le note, ma gli spazi tra esse
(air)





Postato da: RospoVerde alle 16:40 | link | commenti (13) |

mercoledì, febbraio 11, 2004
lavorare dietro lo s...

lavorare dietro lo stagno è quasi come fare una settimana di vacanza. sembra quasi di stare a casa e con un salto sei di ritorno.
la musica è tenue, quasi non si sente, solo qualche fugace session di bossa electro e poco altro.
la popolazione dei grandi centri è uguale in ogni zona. ci sono le donne proiettile, i vecchi sgrunt, i trentaduedentati ed è incredibile come la gente si assomigli tutta. tutti dicono le stesse cose, tutti reagiscono allo stesso modo e forse il rospo comincia a convincersi che esistano sette o otto stampi di persone, nel mondo.

a metà pomeriggio un po' di vento caldo fa appannare gli occhi.

"aziona i tergicristalli, rospo" disse alf con aria da gangstar
"aziono..."
zz zz, zz zz

"metti su un disco, dai"
"ok" rispose lo speaker

"all'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso"
(fabrizio de andrè - il pescatore)










Postato da: RospoVerde alle 23:58 | link | commenti (19) |

lunedì, febbraio 09, 2004
"alf, la congiunzion...

"alf, la congiunzione tra la luna e venere è vicina. manca poco poco"
"e a me?"

provaci ancora, sam.

"e la pioggia è più tiepida
sotto l'ombrello del jazz"

(francesco de gregori - jazz)




Postato da: RospoVerde alle 01:24 | link | commenti (18) |

mercoledì, febbraio 04, 2004
"stamattina ho incon...

"stamattina ho incontrato un signore che odorava di legno. aveva fatto il falegname per trent'anni. è proprio vero che gli uomini sono animali, sono come i cani: prendono gli umori e gli odori di ciò che li circonda e imparano a respirarli e a viverli"

"si adattano" disse il quadernetto viola
"ti prego, non dirmi che parli anche tu!" esclamò il rospo con le zampe nei capelli
"anche tu parli!"

"scusa, hai il telefono fisso in casa?" interruppe alf, scoppiando a ridere sguaiatamente
"cosa fai, prendi in giro?" rispose il rospo sempre più interdetto
"e non sai quanto mi diverto!"
"quindi sei tu che oggi hai mandato il signore imbevuto di grappino?"
"chi, quello che ti ha parlato del nuovo miracolo italiano per venti minuti? simpatico, eh?"
"buuurp"

il rospo si immerse di nuovo nell'acquario dei pesci pendolari, in uno scompartimento che sembrava una sala mensa.
all'ingresso dello stagno lo aspettavano ancora una volta i beatles.

"i'd like to be
under the sea"
(the beatles - octopus garden)











Postato da: RospoVerde alle 22:43 | link | commenti (17) |

domenica, febbraio 01, 2004
"come ci si sente a ...

"come ci si sente a vivere su un'altalena?"
"ci si sente che a volte vien da vomitare, alf. ci si sente che si è cambiati dentro e contenti di esserlo, ci si sente che si vorrebbe mollare in fretta"

è in queste sere che si vorrebbe stare in piedi a riguardare tutte le fotografie, a rileggere fino allo sfinimento tutte le parole passate, a nuotare nell'acqua ormai fredda della vasca da bagno, tra profumi di succo all'ananas e vecchi sorrisi.

"mi manca, mae"

mae non rispose, forse perchè quel silenzio era la musica giusta in quel giusto momento.


Postato da: RospoVerde alle 04:11 | link | commenti (13) |

 

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