Storia di un rospo di stagno

Annotazioni a zampe viscide

venerdì, aprile 30, 2004

all'alba del 30 aprile si ha la conferma che è ripresa la stagione dei monsoni sul cielo dello stagno.
la povera stagione in realtà si è persa, ha sbagliato periodo e soprattutto latitudine.
il rospo, dopo essere stato svegliato da una telefonata considerata anonima causa rincoglionimento da sonno, mette fuori la testa e cerca il dialogo con la stagione fastidiosa.

"dai su, hai sbagliato strada. e... e poi sei in ritardo sulla tabella di marcia! dai, vai! continua verso est, è lì che ti stanno aspettando. mica vorrai deluderli"
"we, non mettertici anche tu!"
risponde la nuvolona "mi sono solo fermata in autogrill a fare pipì. e odio che mi parlino mentre la sto facendo!"
"si, ma la pipì la stai facendo sopra casa mia da due giorni!"

in un angolino, intanto, alf sta ritirando amuleti, piume d'indiano e sonagli.

"eccolo lì. mi pareva strano che non ci fosse la tua zampaccia"
"mi sto solo esercitando per la recita della parrocchia"
risponde alf facendo spallucce
"see see, la parrocchia, tu!"
"si, la parrocchia io"
"e chi devi impersonare, sentiamo"
"lo sciamano della pioggia, naturalmente"
"ecco cos'erano quei rumori e quelle cantilene dei giorni scorsi..."
"mica vovvai contvastave la mia cavvieva avtistica, vospo!"

intanto, metereopaticamente e col naso appiccicato al vetro della finestra, capita anche di stare ad ascoltare. la pioggia ha un rumore ormai sconosciuto, qui nel mondo della grande fretta.
e se vogliamo dirla tutta, ha anche un pregio: quello di far suonare molti di quegli angoli dei quali quasi mai ricordiamo l'esistenza.
così, ad esempio, le grondaie ringraziano per il momento di notorietà.

but love
love will tear us apart
again
(joy division - love will tear us apart)

















Postato da: RospoVerde alle 10:40 | link | commenti (41) |

martedì, aprile 27, 2004
sarà anche un filo c...

sarà anche un filo conduttore al limite della prevedibilità, ma certe volte sembra di essere nella macchina del tempo. una macchina del tempo a forma di cabina da luna park dove non serve nemmeno mettere il gettone.
ti ci buttano dentro, l'ambaradan parte con quella musichetta che i registi usano o per divertire i bambini o per terrorizzare inconsapevoli innocenti braccati da serial killer, e non ti danno nemmeno la possibilità di provare a prendere il codino.
e ci manca anche.

e chi volete che ci sia a far giri gratuiti assieme al rospo?

"dai rospo, schiaccia il clacson!" urla alf con i capelli al vento e una voce da bambino divertito
"ma dove diavolo siamo? e soprattutto quando finisce?"
"tu non ti preoccupare che tanto abbiamo un sacco di giri omaggio!"

che poi, in quell'impasto mentale di aria e giri veloci, tutto quel sole sembra proprio la giusta conclusione.
per cui, consequenziale e puntuale, arriva anche mae.

"dai su, mettiamo un po' di ordine qui" dice
"pare facile. quello spiritello è più disordinato di un rinoceronte"
"hai forse fretta?"

e lo accarezza. consequenziale e puntuale.

bluemoon
you saw me standing alone
(cowboy junkies - blue moon revisited)










Postato da: RospoVerde alle 18:31 | link | commenti (36) |

domenica, aprile 25, 2004
"a volte, lo ammetto...

"a volte, lo ammetto, guardo ancora alle stelle".

a cavallo di una bici
il tuo principe verrà
e se qualcos'altro vuoi
lui te lo darà
(tre allegri ragazzi morti - il principe in bicicletta)





Postato da: RospoVerde alle 04:15 | link | commenti (33) |

sabato, aprile 24, 2004
quanta sacrosanta co...

quanta sacrosanta confusione.
nel paesaggio di pianura che risucchia le colline, come le nuvole inghiottono il sole col suo pallore delle sette e mezza, c'è poco poco da segnalare.
un viaggio pendolare, come da rito, fatto questa volta non su rotaia ma su un bulgarissimo pullman sixties.
e l'immaginazione corre: via la campagna per uno sconfinato deserto, via la genova-gravellona per una highway iniettata di fuoco e d'insetti.
i lynyrd skynyrd sembrano arrivare morbidi, come una logica conseguenza a tutte quelle domandine che al liceo potevano trasformare un sei in un cinque e mezzo o, per la gioia di una professoressa complicata, anche in un cinque al sei.

"che poi non ho mai capito cosa cazzo volesse dire quel voto lì" disse alf, senza staccare la mano dal mento e il gomito dal bordo del finestrino
"sarà che non sei mai andato a scuola"
"io so di non sapere, caro rospo"

e con questo il discorso fu chiuso. prendi e porta a casa senza replica.

"dai, me la sono cercata... ma non abituarti a tutto questo buonismo, cocco, continuerai a starmi antipatico già dal prossimo secondo" chiuse il rospo con imbarazzo

e a quel punto l'immaginazione riprese.

sweet home alabama
where the sky goes blue
(lynyrd skynyrd - sweet home alabama)









Postato da: RospoVerde alle 03:24 | link | commenti (16) |

lunedì, aprile 19, 2004
sabato.
notte pi...

sabato.
notte più fonda dell'ultima volta, così fonda che potrebbe essere la sera prima. ore 5.00

driiiiiiiiiiiiiiiiiiiin!

"ancora??" impiastriccia il rospo, con la bocca
"muoviti che parte il treno!" lo sollecita alf
"...ancora??"
"sei tu che hai voluto partire a quest'ora! e poi roma è lontanuccia. hai preso tuttotutto?"

alf dà una sciacquata al rospo ancora intorpidito e non del tutto uscito dalla fase rem, gli fa bere una spremuta, gli mette addosso dei vestiti e gli lava i denti.

"ecco, sei pronto! senza quella faccia sembreresti un bijou. ti ho messo una felpa in borsa, se avessi freddo. l'ombrello è lì sulla finestra, non te lo dimenticare. fa buon viaggio e urla anche per me al corteo"
"alf... stamattina hai la sindrome della massaia o ti sei ingoiato una governante?"

"sempre a far domande tu. muoviti, il treno sta partendo!"

il rospo si getta sul treno, si sciroppa i 700 km di rotaie, mangia un panino, fa il corteo, gira di striscio la capitale e si rituffa sul treno di ritorno, dopo nemmeno sei ore dall'arrivo. quasi un record.

stazione di magenta, ore 0.43.
lo stagno si trova a meno di mezz'ora in linea d'aria da lì. stupore nello scompartimento.

"quasi non ci credo.." balbetta il rospo, arroccato su un sedile dell'interregionale milano-torino, reso particolarmente scomodo dalla stanchezza

meno di dodici ore dopo la scena si sposta allo stadio. il rospo e la sua sciarpa da combattimento lotteranno fianco a fianco per una partita che vale oro. il derby è sempre il derby, soprattutto quando lo si vince.
grande emozione, alla quale si mescola un messaggio inaspettato. piacevole. ne seguirà un'ora e zeronove di chiacchiera.

è uno di quei momenti che bisognerebbe disegnare su un foglio e attaccare al muro con una puntina. da restare poi almeno un'ora a fissare il soffitto chiedendosi quale corrente d'animo ti sta attraversando così imperiosamente, per poi decidere di lasciar perdere, e quindi addormentarsi.

"dai, vado che c'è la domenica sportiva"
"buonanotte"
"buonanotte a te"
"ci sentiamo, ok?"
"ok"

i'll be looking at the moon
and i'll be seeing you
(billie holiday - i'll be seeing you)















Postato da: RospoVerde alle 12:54 | link | commenti (39) |

giovedì, aprile 15, 2004
notte fonda, ore 6.1...

notte fonda, ore 6.15

driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin

"eh? uh? eh?" articola sconnessamente il rospo
"su su, è ora di alzarsi. non ricordi che oggi devi scalare i monti?" risponde alf, mentre con una fascetta in testa (e un paio di scaldamuscoli fucsia) sta facendo ginnastica mattutina
"non... lo... ricordavo" dice tra lunghe pause il rospo
"ti ci vorrebbe un po' di ovomaltina, caro"
"tu invece stamattina sembri jane fonda dopo una dose. sicuro di stare bene?"

"mai stato meglio. guarda che glutei!"

nel buio della notte dei tempi il rospo fa su lo zainetto e si prepara a subire una lezione di marcheting tra le valli torinesi.
si parte? sgrunt.

"ritorna vincitoooooooooor!" tenoreggia alf dall'uscio dello stagno, con potenza ugolare

l'atrio della stazione è un grande, immobile acquario di pesci pendolari. per il rospo l'orario è insolito e molte facce sono nuove.
ma come spesso accade, succede qualcosa di particolare: mae schiaccia il tasto play del lettore mp3, il rospo non la vede ma sente il suo profumo, quindi ringrazia e comincia ad ascoltare.

m.a.s.h. - suicide is painless

questo tappeto sonoro mette ancora di più a fuoco l'acquario. c'è chi sonnecchia sul giornale, chi dorme proprio, chi è ma è come se non ci fosse, chi sgargia e splende già di prima mattina, ecci ecci in un crescendo wagneriano di classificazioni ittico-sociologiche.
la scena è davvero irreale, sembra che quell'immobilismo sonnolento faccia parte della canzone, sia come un fotogramma in pausa del video. insomma, chissà.
poi però qualcuno schiaccia di nuovo play, e si torna a camminare decisi.

questa nave fa duemila nodi
in mezzo ai ghiacci tropicali
e ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali
(francesco de gregori - i muscoli del capitano)














Postato da: RospoVerde alle 14:17 | link | commenti (35) |

sabato, aprile 10, 2004
dal quadernetto, sul...

dal quadernetto, sulla pagina di quel giorno:
"come spesso mi accade, pensavo se mi trovassi in una situazione ideale, utopica o sognatipica, e mi dicevo che in fondo un po' ci sono dentro ormai.
nelle orecchie viaggiava a  velocità di crociera lou reed con la sua satellite of love, e proprio nel pezzo centrale, tra controcori e arpeggi, ho visto passare vicino al letto un discreto senso di benevolenza.
è stato un attimo, è vero, ma l'ho visto e se mi si ripresentasse davanti lo riconoscerei ancora. tiè".

il flashback del quadernetto si materializza e il rospo è fermo nel buio della stanza, disteso sul letto, tra le coperte.
c'è davvero satellite of love in diffusione, i suoi occhi sono aperti e in viso ha un'espressione che potrebbe essere quasi ebete.

"l'ebetismo lo caratterizza" sentenzia alf "lo rende più... più..."
"interessante"
completa lo speaker

i due si guardano in un attimo di silenzio e poi scoppiano in una grassa risata.
solo una donna nuda riesce a distrarli dall'oggetto delle loro risate.

"adesso cosa c'entra la donna nuda?" chiede il lettore

c'entra sempre, oink.







Postato da: RospoVerde alle 00:17 | link | commenti (46) |

mercoledì, aprile 07, 2004
lo spunto parte da q...

lo spunto parte da qui.

romanzo in sudamerica’ sembrava un bel titolo per un album che non esisteva.
Il rospo si immaginava già ad accarezzare il sax con le dita, durante le sessioni di registrazione in uno studietto tra le colline del monferrato.

dilettante” disse alf malignamente e con aria da gangstar, immerso in una nebbia di fumo da night club
“piantala coi tuoi trucchi di scena, torso” rispose il rospo, uscendo improvvisamente dalla sua bolla d’immaginazione
”il sax mi ha sempre fatto venire in mente il jazz. Jazz, night club, gangstar e sigarette.. il passo è breve”
“certo che anche tu ne hai di fantasia. E comunque togli via quel fumo, sai che ne odio l’odore”

La nebbia sparì. Ma alf si divertiva troppo a giocare coi suoi poteri, così dalle voglie sudamericane, il rospo si trovò in mezzo ad una bufera, sulle coste della normandia.

“bravo! Ora mi spieghi che ti è preso?” urlò rospo, mentre il vento gli riempiva la bocca
“così” rispose alf facendo spallucce “ieri ho rivisto in tv ‘il giorno più lungo’ e avevo voglia di d-day”
“proprio ora ti doveva venire?”
“preferisci stare nudo in una vasca in piazza cavour?” provocò lo spiritello
“sei senza pudore, oltre che uno senza niente di meglio da fare. Su di te ci sarebbe da scrivere un romanzo
“scrivilo tu! ma mi raccomando: devo essere affascinante”
















Postato da: RospoVerde alle 15:04 | link | commenti (39) |

lunedì, aprile 05, 2004
oggi appuntamento di...

oggi appuntamento di guerra. il rospo scende dal letto e mette in testa un elmetto da prima guerra mondiale.

"che devi fare?" chiede il lettore, senza pensare che per le prime due ore dal risveglio, il rospo parla poco e solo per brontolare

passate le due ore, il rospo risponde:
"devo telefonare al 187, ogni tanto la connessione entra in pausa di riflessione. sarà battaglia"

il lettore non risponde, anche perchè in due ore si posso fare un sacco di cose, come ad esempio essersi dimenticati di aver fatto una domanda.

"vabbè..."

il dispaccio militare segnala tre tentativi, tutti a vuoto.
il primo: dopo aver ascoltato una musica d'attesa incredibilmente shanti-new age-ambient-relax, e dopo aver recitato il gonghio assieme a duecento monaci buddhisti materializzatisi senza richiesta nello stagno, il rospo schiaccia il tasto 5, quello dell'assistenza internet.

"eh..salve, ho un problema con l'adsl. ogni tanto s'incanta"
"see, asbeddi che vedemo................. .................... guardi, ha brovado sur portale de alisce? no, berchè come ha gabido io non sò morto tecchenica"
"..."
"gomungue brovi a renstallare duddo, che co' sto aumendo de banda nun se gabisce più gnente"

"..."
"gabìdo?"
"si...si si, grazie. arrivederci"

secondo tentativo. attesa superiore ai 12 minuti. ripetute le cerimonie induiste della musichetta d'attesa, il rospo è quasi convinto a convertirsi.

"pronto sono giancarlo, in cosa posso essere utile?"
"guardi, ho un problema con l'adsl"
"ma lei di dov'è?"
"piemonte"
"ah"
"cosa?"
"no, niente, così"

...

"beh, mi potrebbe aiutare?"
"eh, ma vede.. i tecnici sono sobbarcati di lavoro. comunque provo a passarle l'incaricato"
...tu tu tu tu tu tu tu...

terzo tentativo. la centralinista tira su il telefono, prima di aver concluso l'atto sessuale che stava consumando sulla scrivania. dopo una trentina di secondi di mezzi schiamazzi, rumori di natura ignota e colpi strani, risponde.

"si?"
"salve, ho problemi con internet"
risponde annoiato e anche un po' sconvolto il rospo
"è davanti al pc?"
"no, al momento no. aspetti che..."
"abbè, se non è davanti al pc come facciamo a fare le prove? riprovi quando avrà acceso il pc. arrivederci"

il rospo mette giù il telefono e si guarda intorno, attonito.
vicino alla presa del telefono, con in mano arnesi metallici e fili di rame, alf ridacchia.






















Postato da: RospoVerde alle 13:16 | link | commenti (37) |

giovedì, aprile 01, 2004
le giornate sembrano...

le giornate sembrano belle belle. il sole, il caldo, c'è tutto un mondo nuovo.
eppure basta così poco per far cambiare d'umore il rospo. basta un messaggino, basta un po' di acidità che non si può tirar via con la magnesia misurata.

"è stato alf, l'ho visto io!" grida lo speaker con le mani in alto
"grazie. anche se sei un bel traditore cacasotto"

il rospo furente si precipita verso la tazza in cui dorme alf, lo strattona fuori e in un colpo lo trasforma in un pungiball.

"cosa state facendo, voi?" chiede mae un po' allarmata e un po' divertita dalla scena
"questa testa d'anguria oggi ne ha fatta una troppo pesante" risponde il rospo, sbatacchiando pugni sulla faccia gommata di alf
"ma è nel contratto, rospo. lo sai meglio di me"
"c'è sempre un limite"

mae e il rospo si allontanano, lasciando alf a pendolare come un birillo, dando prova evidente che il moto perpetuo esiste, se causato dalle botte.

"allora, cosa è successo?" inizia mae, con tono materno
"niente di che, sono solo infastidito. sono spiazzato da quanto poche parole possano cambiarmi la giornata in peggio, da quanto io sia ancora troppo influenzabile da queste situazioni"
"eh eh"
"faccio ridere, mae, eh?"
"un po', ma non prendertela. quasi mi sembra che questo episodio ti abbia fatto piacere"

"ehi, voi di là.. chi mi ridà la mia vecchia faccia?" chiede alf "e ditemi dov'è il bastone chiodato che c'è da fare un po' di giustizia sommaria"

in una nuvola di dischi, lo speaker batte il record dei 100 metri.

(cake - short skirt, long jacket)










Postato da: RospoVerde alle 12:58 | link | commenti (39) |

 

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