Storia di un rospo di stagno

Annotazioni a zampe viscide

sabato, maggio 29, 2004

mae sta aiutando il rospo a fare la valigia. per tirarla giù dall'armadio c'è voluto un quarto d'ora e una maschera anti gas.

"sarebbe più bello non doverla fare mai, la valigia. soprattutto quando devi farne una così grossa, che sembra non si debba più tornare"
"tu comincia a non pensarlo"
dice mae appoggiando la pila di magliette sul letto
"sarà che non sono mai stato abituato a pensare più lontano di un mese. da lì in poi ci vedo il vuoto"
"il vuoto non c'è, lo sai"
"certo, però sa di nuovo questa valigia"
"certo, te l'ho lavata l'altro ieri!"
urla alf, intromettendosi
"non in quel senso, scemo. fare una valigia stando attento a metterci il costume da bagno e i maglioni per l'inverno, per me è un'esperienza insolita"
"distratto come sei, sì"
"forse anche. massì, mettendola così sembra più semplice"
"rospo, al buio non vedi quello che c'è e ti puoi trovare tra i piedi. ma da piccolo non camminavi in corridoio con la luce spenta?"
"sì, alf"
"all'inizio sbattevi un po' ovunque, poi hai imparato a conoscere gli spigoli, a farteli amici, a contare i passi. immaginati i prossimi mesi come il corridoio a luce spenta, chissà che al fondo tu non trovi l'interruttore"

la luce del sole aveva appoggiato il mento sul tetto dell'edificio di fronte e scivolava piano sul pavimento di casa.
mae, alf e il rospo, dopo un attimo di silenzio ripresero a fare il valigione.
in aria un po' di musica.

Passano
Le straniere comprano
Le fontane crollano
Sono come me
Vengono da tristezze artiche
Nei locali cercano
Forme di ye-yé
(baustelle - arriva lo ye-yé)

*clicca col tasto destro e salva con nome per ascoltare il pezzo della canzone citata*





















Postato da: RospoVerde alle 18:48 | link | commenti (19) |

 

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